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Sterline ORO

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Le Sterline non a valore numismatico ma al prezzo legato all’oro contenuto, “bullion coin” all’americana, sono le monete più trattate per tesaurizzazione-risparmio e regalia. Le più conosciute e trattate sono il tipo “nuovo conio” molte volte abbreviato con N.C. cioè le emissioni della Regina Elisabetta II dal 1957 al 1984; i motivi di questa scelta sono dati dalla conservazione generalmente elevata, da splendido/quasi fior di conio al quasi fior di conio, ai bordi con contorno rigato netto e ben rilevato ( escluso il 1957 con bordo fine e debole al contatto ) ed i rilievi belli e decisi senza tracce di usura del tempo.

Il tipo antico, conosciuto come “vecchio conio” (V.C.) sono le sterline emesse a partire dalla Regina Vittoria, passando per Edoardo VII fino a Giorgio V. Sono monete che hanno avuto circolazione sia come moneta spesa sia come tesaurizzazione ed è purtroppo facile trovarle molto usurate e/o segnate sul bordo per cadute;Il punto forte della vecchia monetazione è il bel colore oro antico dato dalla lega con argento. Generalmente il prezzo del “vecchio conio” è inferiore di qualche euro in confronto al tipo nuovo; noi consigliamo ai nostri client,i di acquistare il tipo antico solo in bella conservazione; oltre alla bellezza del conio, c’è il risparmio sul prezzo a parità dello stesso peso contenuto. Chissà che alla morte della Regina, diventando tutte “vecchio conio” non si allineeranno  i prezzi al nuovo?

Il marengo oro di Roma con la “lupa”

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20 Franchi 1812 -Roma, occupazione francese con Napoleone I (1802-1814)  –  D/Testa laureata a s. NAPOLEON EMPEREUR; R/ Valore entro corona di lauro, data, R coronata e lupa – oro 900 millesimi, peso grammi 6,45 – diametro 21 mm, bordo liscio con scritta in incuso. Moneta Molto Rara con valutazione indicativa in conservazione BB di  3500 € (luglio 2020) http://www.frisione.it/home

Napoleone I, durante l’occupazione dell’Italia, emise diverse monete di vari metalli; in oro vennero coniate 3 varianti di marengo (20 franchi) come imperatore e 2 varianti come Re d’Italia. Nel 1812 e 1813 vennero coniate 2 monete nella zecca di Roma con il simbolo R coronato in basso a d. e il simbolo del direttore della zecca, la lupa che allatta i gemelli, Francesco Mazzio, Sono monete molto rare specialmente il 1813, coniato in soli 3600 pezzi,  comparso poche volte e solo nelle aste numismatiche; da ritenersi R5 con valutazione di oltre i 10.000 euro.

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Il doppio marengo della zecca di Torino

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40 Franchi 1806 U -Torino, occupazione francese con Napoleone I (1802-1814)  –  D/Testa nuda a s. NAPOLEON EMPEREUR; R/ Valore entro corona di lauro, data e segno di zecca – oro 900 millesimi, peso grammi 12,91 – diametro 26 mm, bordo liscio con scritta in incuso. Moneta Molto Rara con valutazione indicativa in conservazione BB/SPL di  2500 € (giugno 2020) http://www.frisione.it/home

Napoleone I, durante l’occupazione dell’Italia, emise diverse monete di vari metalli; in oro vennero coniate 3 tipi da 40 franchi chiamate anche “doppio marengo”. 1° tipo con Napoleone Imperatore e la testa nuda al diritto, venne emesso nel 1805,1806 e 1807. Il 2° tipo con Republique Française e testa laureata emesso solo nel 1808 ed infine il 3° tipo con Empire Française e testa laureata emesso solo nel 1813.  Le monete da 40 franchi emesse nella reale zecca di Torino sono da considerarsi tutte molto rare o rarissime a differenza di quelle emesse dalla zecca di Milano.

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La mezza oncia d’oro con il canguro

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50 Dollari 2003 Australia – (mezza oncia oro fino) D/Testa di Elisabetta II a d. – R/ Canguro, peso grammi 15,55, titolo 9999 millesimi, diametro 30 mm, valutazione indicativa a giugno 2020 di 780 euro.  http://www.frisione.it/

La monetazione aurea Australiana iniziò nel 1852 nelle città di Port Philip e Adelaide, affiancata da lingotti di vari pesi con marchi inglesi sormontati da SA e naturalmente da pounds della madre patria. Nel 1855 con la Regina Vittoria la coniazione nelle zecche di Melbourne, Perth e Sidney fu regolare e con alto standard qualitativo. La battitura smise sotto Giorgio V nel 1926, per riprendere come monetazione commemorativa sotto il regno di Elisabetta II. Nel 1986 iniziò la coniazione di “bullion”  coins, cioè monete senza valore numismatico, raffiguranti al diritto La Regina Elisabetta II e al rovescio vari soggetti riguardanti la fauna Australiana, del calendario cinese ecc. Inizialmente la produzione fu limitata alle canoniche 4 monete cioè l’oncia (grammi 31,10 di fino) la mezza oncia (grammi 15,55 di fino) il quarto di oncia (grammi 7,77 di fino) e il decimo di oncia (grammi 3,11 di fino) per poi esagerare nelle due opposte direzioni cioè arrivare al 20° di oncia (grammi 1,55 di fino) e ai spaventosi 10 kg del 10000 dollari. Queste misure hanno mercato quasi nullo e sono state emesse per poco tempo e irregolarmente; naturalmente sono da noi assolutamente sconsigliate come investimento.

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Le colonne d’Ercole per il Messico

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MESSICO – Carlo III (1760-1788) 8 Reales (Escudos) 1773 – D/ Busto laureato del Re a d. – CAROLUS III DEI GRATIA 1773 – R/ Stemma di Spagna coronato tra le due colonne d’Ercole – HISPAN ET IND REX – 8R è l’indicazione del valore, M maiuscola sormontata da piccola o (simbolo della zecca di Messico City) F. M. iniziali degli incisori. Il bordo si presenta come un godronato intervallato da rettangoli e cerchi.

Argento, titolo 903 millesimi, peso grammi 27,0674, diametro 40 mm. Moneta da considerarsi comune con valutazioni indicative a seconda della conservazione oscillanti tra i 30 e i 200 euro.

I quasi tre secoli di dominio spagnolo (1525-1821) hanno influito nella vita, cultura e naturalmente nella monetazione messicana. Inizialmente vennero usate le medesime monete spese in madre patria, per esser coniate poi in loco usando i medesimi punzoni e rispettando le caratteristiche ma con lievi differenze nella legenda e/o un segno o lettera specifico della zecca di coniazione. Va ricordato che i domini spagnoli erano molti nell’America centrale e del sud. Curioso il bordo con questi rilievi rettangolari intervallati da vuoti in cerchi; le monetazioni precedenti, chiamate in volgo maltagliati, soffrirono della pratica della tosatura del bordo poiché era liscio e si prestava quindi alle illegali limature per sottrarre ad ogni moneta un piccolo quantitativo del metallo pregiato.

Generalmente il falso non è in argento ma con una leggera argentatura esterna. http://www.frisione.it/

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La ballerina russa da 100 Rubli oro

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100 Rubli oro 1993 – RUSSIA – D/Aquila bicipite, valore e data – R/ Ballerina

metallo oro
titolo 900
peso grammi 17,45
ø mm 30
bordo rigato
spessore mm 1,73
allineamento 0
rarità c
valutazione indicativa (maggio 2020) 780 €

Con la caduta dell’impero sovietico dal 1992 venne prodotta la nuova monetazione con la vecchia aquila bicipite ma non più coronata come ai tempi dello Zar. Numerosi sono i soggetti e varii i metalli: argento, oro, palladio e platino. La moneta in questione chiamata la serie del balletto è conosciuta al di fuori della Russia come “ballerina” . Venne coniata in oro e in platino nelle misure mezza, quarto e decimo di oncia. Il 100 Rubli venne emesso dal 1991 al 1999 e nel solo 1993 in 2 varianti: la classica a titolo 900 millesimi e l’inusuale per la Russia titolo 585 millesimi; occorre quindi fare molta attenzione negli acquisti.  http://www.frisione.it

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20 Lire oro 1875 Roma – V. Emanuele II

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20 Lire oro 1875 Roma – Vittorio Emanuele II

E’ uno degli ultimi marenghi oro di Vittorio Emanuele II coniato in modesta quantità; la valutazione se in conservazione elevata è di circa il 30 % maggiore di un marengo comune. Le caratteristiche sono uguali  agli altri marenghi europei: peso grammi 6,45, oro titolo 900 millesimi, diametro 21 mm, bordo rigato. Al diritto la testa del Re volta a s. ed al rovescio lo stemma sabaudo coronato con simbolo di zecca (in questo caso la R di Roma)   http://www.frisione.it/home

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L’ultimo marengo del regno di Sardegna

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20 Lire 1861 Torino – Vittorio Emanuele II Regno di Sardegna (1861 – 1878) – D/ Testa nuda del re a sinistra con collo lungo, data; R/ Stemma coronato entro corona di laureo e valore.

Metallo oro titolo 900 millesimi, peso grammi 6,4516, diametro 21,30 mm, bordo rigato, spessore 1,20 mm, allineamento a 180 °.

Ultima emissione di Vittorio Emanuele II per il Regno di Sardegna (1849-1861). Questa moneta da 20 Lire è comunemente conosciuta come “marengo con collo lungo”, se in conservazione elevata o quasi fior di conio può esser considerata come moneta da collezione numismatica. Purtroppo si trova molto facilmente con una generale usura da circolazione e piccoli segnetti sul bordo, come l’esemplare in foto.  http://www.frisione.it/home

Il 5 dollari Americano 1898 – S. Francisco

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USA  – STATI UNITI – 5 Dollari 1898 S  (San Francisco)- Liberty, dal 1839 al 1908 – D/ Testa della Libertà a s. – data – R/Aquila ad ali aperte, scritta, valore ed eventuale sigla di zecca – oro titolo 900 millesimi, peso grammi 8.3592, bordo rigato, diametro 21,60 mm allineamento a 180 ° – Stima indicativa a febbraio 2020 è di circa 400 euro. Bella moneta coniata in varie zecche e con varianti: dal 1839 al 1866 senza motto sopra l’aquila; dal 1842 al 1846 varianti con scritta della data o delle lettere più piccola o più grande. Dal 1866 al 1908 la coniazione finale con motto sopra l’aquila. Esistono anni e zecche da considerarsi molto rare con valutazioni, in bella conservazione, superiori ai 10.000 €.

Da documenti storici si sa che un buon cavallo costava all’epoca della presente moneta da 100 a 150 $ e la paga di un operaio era di circa 20 $ al mese.

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Il marengo italiano da 20 lire oro 1868

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20 Lire oro 1868 Torino – Vittorio Emanuele II

E’ il primo marengo oro italiano coniato in copiosa quantità; va ricordato che allora veniva usato e speso, in scambi importanti naturalmente. Oggi è raccolto come moneta da investimento e a parità dei marenghi francesi, svizzeri ecc è molto richiesto. Le caratteristiche sono comuni agli altri marenghi europei: peso grammi 6,45, oro titolo 900 millesimi, diametro 21 mm, bordo rigato. Al diritto la testa del Re volta a s. ed al rovescio lo stemma sabaudo coronato con simbolo di zecca ( in questo caso la T di Torino)

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L’indiano sui 10 dollari oro – anno 1911

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USA  – 10 dollari – 1911 – Tipo Indiano( 1907-1933 ) – D/ Testa di indiano a s. – data R/ Aquila ad ali chiuse a s. –  segno di zecca sotto l’aquila se presente – Oro, titolo 900 millesimi, peso grammi 16,71, diametro 26,96 mm, bordo con stellette in rilievo, spessore 2,03 mm, allineamento 180°, moneta classificata NON COMUNE, valutazione indicativa 650 euro – febbraio 2020.

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Eagles ( aquila ) è la denominazione più usata in America  per tutte le monete da 10 $ fino al 1933; la coniazione dell’ indian head (dieci dollari indiano) iniziò nel 1907 e fu coniato (non tutti gli anni) fino al 1933; nel 1908 furono battute monete sia senza il motto “IN GOD WE TRUST”  sia con. Le zecche che hanno coniato il 10 dollari indiano sono: senza segno (Philadelphia),  D (Denver – Colorado),  S (San Francisco  -California) http://www.frisione.it/home 

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