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Sterline ORO

Questo è l’estratto dell’articolo.

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Le Sterline non a valore numismatico ma al prezzo legato all’oro contenuto, “bullion coin” all’americana, sono le monete più trattate per tesaurizzazione-risparmio e regalia. Le più conosciute e trattate sono il tipo “nuovo conio” molte volte abbreviato con N.C. cioè le emissioni della Regina Elisabetta II dal 1957 al 1984; i motivi di questa scelta sono dati dalla conservazione generalmente elevata, da splendido/quasi fior di conio al quasi fior di conio, ai bordi con contorno rigato netto e ben rilevato ( escluso il 1957 con bordo fine e debole al contatto ) ed i rilievi belli e decisi senza tracce di usura del tempo.

Il tipo antico, conosciuto come “vecchio conio” (V.C.) sono le sterline emesse a partire dalla Regina Vittoria, passando per Edoardo VII fino a Giorgio V. Sono monete che hanno avuto circolazione sia come moneta spesa sia come tesaurizzazione ed è purtroppo facile trovarle molto usurate e/o segnate sul bordo per cadute;Il punto forte della vecchia monetazione è il bel colore oro antico dato dalla lega con argento. Generalmente il prezzo del “vecchio conio” è inferiore di qualche euro in confronto al tipo nuovo; noi consigliamo ai nostri client,i di acquistare il tipo antico solo in bella conservazione; oltre alla bellezza del conio, c’è il risparmio sul prezzo a parità dello stesso peso contenuto. Chissà che alla morte della Regina, diventando tutte “vecchio conio” non si allineeranno  i prezzi al nuovo?

Il 96 lire oro della Repubblica di Genova

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GENOVA – 96 Lire 1796 – Periodo dei dogi biennali (terza fase 1637 – 1797) – D/ Stemma nuovo rettangolare coronato tra grifi – R/ Vergine su nubi; valore e data. http://www.frisione.it/home
metallo oro
titolo millesimi 909 / 911
peso grammi da 24,96 a 24,47
ø mm da 32,90 a 34
bordo fogliato in rilievo
spessore mm 1,88
allineamento 0
rarità C
Stima a seconda della conservazione (ottobre 2018) da 1300 a 3800 €
La monetazione del 96 Lire è l’evoluzione della moneta da due doppie o quadrupla che fu coniata fino al 1722; la coniazione del 96 lire stemma vecchio durò 2 anni 1792/1793, la coniazione dello stemma nuovo dal 1793 al 1797 escluso il 1794.

genova_96_lire_1796bb_bordo

L’ultimo scudo argento di Genova

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GENOVA – Dogi biennali terza fase (1637 – 1797) – 8 Lire 1796 – D/ Stemma coronato tra grifi – valore – R/ San Giovanni predicante – data.  http://www.frisione.it/home

genova_8_lire_1796_bordo

La terza fase della Repubblica di Genova, dal 1737 al 1797, vide comparire le monete con il San Giovani predicante al rovescio.nelle seguenti pezzature: lire 8, 4 , 2, 1, 10 e 5 soldi. Da considerarsi Raro i 4 lire coniati dal 1671 al 1716 ( sono senza l’indicazione del valore ) e “non comuni”  i 2 lire 1792 e 1793. Di queste belle monete spese all’epoca, collezionate e conosciute in tutto il mondo, è purtroppo facile trovarle consunte e/o appiccagnolate; i fini rilievi dello stemma e dei grifi al diritto, il volto e i vestiti del Santo al rovescio sono i primi a dare i segni dell’usura. Non difficile trovare dei falsi in piombo argentati fatti all’epoca.

metallo argento
titolo millesimi 890/900
peso grammi da 32,80 a 33.80
ø mm da 40 a 41
bordo  fogliato in rilievo
spessore mm 2.95
allineamento 0
rarità C
 a seconda della conservazione   da 70 a 600 euro

Il marengo oro francese con Cerere

francia_marengo_1850

FRANCIA – Seconda Repubblica (1848 – 1852) Luigi Napoleone Bonaparte Presidente – 20 Franchi 1850 A ( marengo oro francese ) – D/ Testa di Cerere a destra; R/ Valore e data entro corona di allori –  http://www.frisione.it/home

Marengo oro della Seconda Repubblica con Napoleone III come presidente, venne coniato dal 1849 al 1951 e nella sola zecca di Parigi (A) – Classificato come moneta non comune, vale effettivamente un 5/10 % in più solo se di alta conservazione.

metallo oro
titolo millesimi 900
peso grammi 6.4516
ø mm 21.20
bordo liscio con scritta in rilievo
spessore mm 1.25
allineamento 180
rarità NC
 vedi tabella prezzi giornalieri    + 5 % sul prezzo

Austria- il mezzo marengo di Cecco Beppe

austria_10_corone_1912

AUSTRIA – Francesco Giuseppe (1848-1916) 10 corone (4 fiorini) 1912 – . D/ testa anziana senza capelli di F.Giuseppe a d.-R/Aquila asburgica bicipite coronata-data sia in numeri romani che arabi – Peso grammi 3,3875, titolo 900 millesimi diametro 19 mm; bordo con scritta e disegno incusi. Il particolare della scritta incusa fa si che nella maggioranza dei casi la moneta sembri con dei difetti sul bordo o piccole cadute anche se in effetti non ci sono. La quotazione indicativa è di circa 110 € (settembre 2018). http://www.frisione.it

L’Impero Austriaco, vasto e potente all’epoca, con Francesco Giuseppe la monetazione ha avuto differenti standard di coniazione e denominazione. Anche il mezzo marengo oro ( 4 fiorini o 10 corone ) come il marengo ha queste varietà, non differenti in bontà del fino contenuto ma in peso e nome della moneta.

Il 10 corone del 1912 è riconio ufficiale e come il 4 fiorini del 1892 vennero coniati nel dopo prima guerra mondiale e negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Monete piacevoli e richieste sia per chiudere serie di raccolte sia per piccola omaggistica.

austria_10_corone_1912_bordo

BELGIO – l’unico marengo di Alberto I

belgio_20_franchi_1914

BELGIO –  Alberto I (1909-1934) – 20 Franchi 1914 – Marengo oro – D/ Busto drappeggiato del Re a sinistra; R/  Stemma coronato, data e valore
metallo oro
titolo 900
peso grammi 6.4516
ø mm 21.20
bordo liscio con scritta in rilievo
spessore mm 1.25
allineamento 0
rarità C
http://www.frisione.it
Il mercato del marengo belga ha sempre seguito fasi alterne; ogni tanto si trovano piccole quantità, altrimenti è poco frequente; la coniazione in Belgio iniziò nel 1834 con il Re Leopoldo I con testa giovanile e vennero fatte poche monete molto rare. Nel 1865, suo ultimo anno di regno, coniò quasi 2 milioni di monete da 20 franchi, con la testa anziana, e sono monete che si trovano abbastanza facilmente. Con il Re Leopoldo II vennero coniati molti milioni di esemplari ( quasi 28 milioni) fino al 1882. Il Re Alberto I fu l’ultimo Re a coniare marenghi nel 1914 con legenda nel campo sia in francese che in fiammingo; di questa moneta vennero riconiati alcuni milioni di pezzi nel secondo dopoguerra. Il Re Baldovino coniò nel 1976 una moneta con le stesse caratteristiche del marengo ma essendo senza il valore scritto è da ritenersi una medaglia.

Il prezzo del marengo oro è dato sia dal valore giornaliero dell’oro sia dalla classica legge della domanda e offerta; non essendo moneta numismatica la conservazione non è determinante, ma la moneta non deve essere deturpata da segni troppo evidenti e da colpi sul bordo da cadute .

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Il 100 Soles commemorativo del 1965

peru_100_soles_1965_commemorativo

PERU’ – 100 Soles oro 1965 commemorativo 400 anni della zecca- D/ Stemma con 2 torri coronate riprendenti il disegno dei primi 8 reali – 1565-1965 – R/Stemma peruviano
metallo oro
titolo 900
peso grammi 46.8071
ø mm 37
bordo rigato
spessore mm 3.03
allineamento 180
rarità NON COMUNE
Valutazione indicativa in FDC (Settembre 2018) 2000 €

Di questa emissione commemorativa furono coniati solo il 100 e il 50 Soles ed in poche migliaia di pezzi. Moneta che non ha circolato e quindi non deve avere segni o cadute. http://www.frisione.it

Il ritorno del “platino”

cccp_150_rubli_1979

RUSSIA – CCCP – 150 Rubli in platino 1979 – D/Stemma e valore – valore e data; R/Raffigurazione dei giochi olimpici – data.

http://www.frisione.it

Il 150 rubli russo in platino emesso per le Olimpiadi del 1980 venne coniato a partire dal 1977, dopo una pausa di 134 anni dall’ultima coniazione avvenuta sotto lo Zar Nicola I, continuando una tradizione degli Zar a coniare monete in questo freddo metallo.

Oltre che in platino vennero coniate anche in palladio per la facile reperibilità di tali metalli in Russia.

Inutile ricordare che i privati cittadini, se non appartenenti alla nomenclatura, per ovvi motivi mai videro questo tipo di monete.

Oggi vengono raccolte per completare la collezione di monete russe.

Noi tendiamo a non consigliare metalli rari e preziosi come platino e palladio sia per motivi estetici (aspetto opaco e freddo), sia per l’estremamente ridotta commerciabilità a livello globale.

Valore indicativo di 550 euro.

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