In evidenza

Sterline ORO

Questo è l’estratto dell’articolo.

elisabettaii_2017_sterlina

Le Sterline non a valore numismatico ma al prezzo legato all’oro contenuto, “bullion coin” all’americana, sono le monete più trattate per tesaurizzazione-risparmio e regalia. Le più conosciute e trattate sono il tipo “nuovo conio” molte volte abbreviato con N.C. cioè le emissioni della Regina Elisabetta II dal 1957 al 1984; i motivi di questa scelta sono dati dalla conservazione generalmente elevata, da splendido/quasi fior di conio al quasi fior di conio, ai bordi con contorno rigato netto e ben rilevato ( escluso il 1957 con bordo fine e debole al contatto ) ed i rilievi belli e decisi senza tracce di usura del tempo.

Il tipo antico, conosciuto come “vecchio conio” (V.C.) sono le sterline emesse a partire dalla Regina Vittoria, passando per Edoardo VII fino a Giorgio V. Sono monete che hanno avuto circolazione sia come moneta spesa sia come tesaurizzazione ed è purtroppo facile trovarle molto usurate e/o segnate sul bordo per cadute;Il punto forte della vecchia monetazione è il bel colore oro antico dato dalla lega con argento. Generalmente il prezzo del “vecchio conio” è inferiore di qualche euro in confronto al tipo nuovo; noi consigliamo ai nostri client,i di acquistare il tipo antico solo in bella conservazione; oltre alla bellezza del conio, c’è il risparmio sul prezzo a parità dello stesso peso contenuto. Chissà che alla morte della Regina, diventando tutte “vecchio conio” non si allineeranno  i prezzi al nuovo?

Genova-Petachina di Carlo VI

Genova, periodo delle dominazioni straniere  – Carlo VI re di Francia, signore di Genova (1396-1409) Petachina

Caratteristiche della moneta:

al diritto scudo con giglio a sinistra  e castello a destra-sotto una sigla; al rovescio al centro croce – K:REX:F:D:IANVE: e sigla dello zecchiere. Argento con peso tra 0,95 e 1,90 grammi, diametro tra 17 e 19 mm. Il prezzo, a seconda della conservazione, varia tra i 20 e i 100 € (maggio 2021)

La coniazione della petachina, il cui nome si presume dall’abbellimento della parola “patacca” iniziò nella zecca di Genova alla fine del 1300  sotto Carlo VI e solo sotto il suo dogato venne emessa in argento. Successivamente venne coniata in mistura fino al doge Paolo di Campofregoso (1464-1466) Da Galeazzo Maria Sforza (1466-1476) in poi non venne più coniata e il posto di moneta “spicciola” rimase quello del “minuto” o correttamente denaro minuto, moneta in mistura di circa 13 mm di diametro e da 0.30 a 0.48 grammi di peso.

La petachina numismaticamente parlando, ha una nomenclatura ufficiale di “quarto di grosso”.

Sono monete storicamente interessanti e con le loro molte varianti si prestano a studi e ricerche; per le dimensioni e la bellezza appena sufficiente, non raggiungono quotazioni elevate.

http://www.frisione.it/home

5 Lire oro 1865 – V.Emanuele 2

5 Lire 1865 Torino – D/ Testa nuda del re a sinistra e data; R/ Stemma coronato entro corona di laureo e valore – http://www.frisione.it

La moneta da 5 lire oro, cioè il quarto di marengo, secondo gli accordi della “convenzione latina” avrebbe dovuto affiancare e sostituire lo scudo d’argento da 5 lire; la sua coniazione fu sospesa dopo un paio di anni.

L’unione monetaria latina è stato un tentativo del XIX di permettere la libera circolazione di più valute europee all’interno degli stati membri. Con una convenzione del 23 dicembre 1865 Belgio, Francia, Italia e Svizzera formarono l’unione e si accordarono a scambiare le loro monete nazionali su uno standard di 4,5 grammi di argento o 0,290322 grammi di oro; nel tempo si affiancarono altre nazioni europee ma senza aderirvi; la convenzione finì nel 1927. 

Queste monete molto piccole emesse per sostituire i grossi e pesanti scudi in argento non piacquero alla popolazione; 5 lire erano un bel valore all’epoca e una minuscola monetina che si poteva perdere facilmente non era gradita. In pratica solo la Francia coniò dal 1855 al 1868 i 5 franchi oro, l’Italia solo due anni e la Svezia i 5 kronor dal 1881 al 1901 e l’anno 1920. Queste forzature di monete sono la conferma della poca preparazione e il completo distacco dalla realtà delle cose da chi decide e legifera a chi vive quotidianamente. A livello numismatico sono delle monetine per la chiusura delle serie.

metallooro
titolo900
peso grammi1.61
ø mm17
bordorigato                    
spessore mm 
allineamento180
raritàRR
Quotazione indicativa in  SPL/FDC (4/2021)850 €

100 dollari 1990 errore stampa

STATI UNITI – 100 Dollari serie 1990 (New York) emissioni dal 1928 al 1995. Questa banconota presenta al diritto la mancanza di timbro del distretto a s. e del timbro verde sotto il valore 100 a destra che compaiono invece al rovescio. Rientra nella tipologia degli errori di stampa, che quasi sempre non voluti, affliggono tutte le zecche.

Il collezionismo di errori di stampa non è molto diffuso, è una curiosità che può star bene accanto alle normali banconote a condizione che il prezzo non sia troppo alto rispetto ad un normale biglietto. La giovane storia americana, che numismaticamente parlando, parte dai primi del 1700, è piena di errori di conio o minime differenze per poter muovere mercato e curiosità, spingendo valutazioni e collezionismo in modo molto differente da quello del vecchio continente, pieno di storia e monete dal 650 avanti Cristo.  http://www.frisione.it/home

Prima sterlina con S.Giorgio

GRAN BRETAGNA – Giorgio III  – (1760 – 1820) – Sterlina oro 1817 – D/ Testa laureata a d.; R/ San Giorgio a cavallo che uccide il drago, data – peso 7,9881 grammi a titolo 9167 millesimi, diametro di 22,12 mm, contorno rigato; valutazione indicativa di 1.500 euro in conservazione BB/q.SPL http://www.frisione.it/home

L’immagine di San Giorgio e il drago di Benedetto Pistrucci, incisore della zecca reale di origine italiana, apparve per la prima volta sulle monete durante il regno di re Giorgio III. Le guerre napoleoniche avevano lasciato la Gran Bretagna in una forte crisi finanziaria, quindi dal 1817 iniziò la coniazione di una moneta oro titolo 917 millesimi (22 carati) del valore di 20 scellini, con l’obiettivo di stabilizzare la valuta del paese legandola al valore dell’oro; gli venne dato il nome di “sovereign” sovrana, già in uso secoli addietro nelle monete di Enrico VIII nel 1485.

Caratteristica di questa breve coniazione, dal 1817 al 1820, fu il doppio bordo contenente la legenda; dei 4 anni coniati il 1819 è da ritenersi di estrema rarità mentre sono molti rari gli altri anni; come tutte le monete inglese in oro, anche la sovrana o sterlina non presenta indicazioni di valore.

Sterlina oro 2021 FDC/FS

Sterlina oro 2021 FDC/FS – Gran Bretagna, Regina Elisabetta II – D/ Testa anziana coronata a d.  R/San Giorgio che uccide il drago. Oro titolo 9167 millesimi, peso 7,9881 g. – diametro 22,12 mm, bordo rigato. Stima indicativa in FDC/FS  700 € (dicembre 2020) – http://www.frisione.it/home

La coniazione di sterline oro con l’effige di Elisabetta II iniziò nel 1957 con la testa giovane, chiamata fiocchetto, per terminare nel 1968; dal 1974 al 1982 venne coniato il secondo tipo chiamato coroncina. Dal 1985 l’usuale coniazione annuale di milioni di esemplari venne ufficialmente ridotta a centinaia di migliaia, con conseguente prezzo già all’emissione maggiorato del 30 % e oltre, per le emissioni in solo fior di conio e praticamente il doppio per quelle in fondo specchio.

Con una esperienza di mercato di oltre 60 anni di attività abbiamo visto in passato come si sono comportati i vari stati emettendo monete pseudo numismatiche a prezzi esorbitanti, impreziositi da scatolette e certificati vari; quindi ribadiamo il nostro concetto che questa non è numismatica ma solo emissione contemporanea a prezzi elevati, assolutamente da evitare. Comunque se per un motivo o per l’altro si volesse fare l’acquisto di una di queste costose monete, almeno scegliere il tipo in solo fior di conio che ha una differenza non troppo elevata in confronto ad una normale sterlina dei bei tempi andati.

Per il momento quindi è uscita solo la sterlina 2021 in FDC/FS e probabilmente la solo in fior di conio arriverà per i primi giorni del prossimo anno.

L’ultimo 1000 dollari – 1934 A

Stati Uniti – Federal Reserve notes – Distretto di New York (B) – 1000 Dollari 1934 A, firme Julian/Mongenthau – D/ In ovale busto del 22° presidente Americano Grover Cleveland, 1000 nei 4 angoli – R/Valore in caratteri estesi al centro, 1000 nei 4 angoli- colore verde su sfondo bianco, dimensioni 157 x 61 mm. Banconota rara con valutazione indicativa, a seconda della conservazione da 1000 a 3000 euro (dicembre 2020)

Fu l’ultima banconota da 1000 $ emessa dagli Stati Uniti; dal 1969 furono sistematicamente ritirate dal mercato assieme ai pezzi da 500, 5000 e 10000 $. Nel mercato americano si trovano sia collezionisti che qualche bella banconota di queste serie, mentre nel mercato europeo non ci sono tanti estimatori; la conservazione è molto determinante e la differenza di prezzo tra un esemplare con difetti, strappi e scritte  oppure uno in perfette condizioni è notevole.  http://www.frisione.it/home

L’ultima piastra dell’Indocina

Indocina Francese – Occupazione – Piastra 1953 D/A destra busto di donna volto a d. con in sfondo palazzo; a sinistra rettangolo con filigrana – R/uomo con 2 ceste, a sinistra rettangolo con filigrana, scritta Lao in rosso. Misure 129 x 80 mm, multicolore e bilingue, filigrana testa di Mercurio.

Questa banconota si rifà ad una precedente emissione degli anni trenta, differendo per le scritte e la loro colorazione. E’ un biglietto comune, di carta sottile e di difficile reperibilità in conservazione perfetta; la stima indicativa è di circa 10 euro in FDS, Dicembre 2020 http://www.frisione.it/home

l’occupazione Francese iniziò nel 1857; la colonia indo-cinese comprendeva Laos, Cambogia, Viet-nam e exclave di Kwangchowan, nel 1875 fondarono la Banca di Indocina, istituto privato francese, che controllò l’insieme dell’economia e dispose del monopolio del conio della piastra indocinese. L’occupazione terminò nel 1954 con la sconfitta ed il ritiro dei francesi.

Ultimo 5 $ di Hong Kong

Hong Kong – Occupazione inglese – 5 Dollari 1973 – Hong Kong & Shangai banking corporation – D/A destra figura femminile seduta su bordo del mare volta a destra; al centro valore e data entro corona in ornati; Ai lati due rettangoli, entro il primo il valore, entro il secondo la filigrana in controluce; al centro in cerchio, grattacielo con in sfondo colline della città. Misure: 142 x 79 mm – filigrana guerriero armato.

Occupata dagli Inglesi nel 1841 divenne porto e centro di fervidi commerci con il lontano oriente; vennero autorizzate nel tempo nove banche ad emettere valuta, prima di passare “special China administration” nel 1984. La banca del biglietto in oggetto di questo articolo fu dapprima Hong Kong Shangai banking limited (dal 1865) diventando corporation nel 1867. Questo biglietto datato 1973 fa parte della serie 1959/1975, non più cambiabile dal 1985.  Si tratta di una banconota comune ma di bella fattura, bilingue,  di dimensioni e stile più europeo che asiatico. Interessante la dicitura “promise to pay” su domanda per  5 dollari o equivalente in valuta della colonia ricevuta. Pur essendo una banca privata questa scritta dava una certa garanzia, persa nei nostri giorni, vedi gli euro che non hanno nessuna promessa di pagamento. In fior di stampa ha una valutazione di circa 10 euro (dicembre 2020) http://www.frisione.it/home

Messico – 50 pesos oro 1930

MESSICO  50 Pesos 1930 – D/ La Vittoria alata con corona al diritto – R/ Aquila che uccide il serpente Le caratteristiche sono di 41,60 grammi a titolo 900 millesimi ed un fino di grammi 37,50; il diametro di 37 mm ed il bordo con scritta incusa (molto più delicato e sensibile alle cadute del bordo rigato). Moneta di anno non comune, stimata circa 100 euro in più di un messicano degli anni comuni (dal 1943 al 1947) Valutazione indicativa (novembre 2020) 2000 € – http://www.frisione.it/home

La coniazione del 50 pesos oro, chiamato in patria “centenario”, iniziò nel 1921 per terminare nel 1931; vennero coniate per continuare la bella monetazione degli 8 escudos terminata nel secolo precedente. E’ una bella e prestigiosa moneta di un certo effetto visivo ed appagante nella mano, battuta  con lega in argento, di un bell’oro giallo e con rilievi fini e armoniosi. Non si può considerarla vera numismatica ma rientra nelle “collezionabili”. Dal 1943 al 1947 venne ripresa la coniazione per soddisfare la richiesta di mercato internazionale di monete oro da usare negli scambi commerciali al posto di lingotti e verghe. L’anno 1943 è l’unico senza la scritta 50 pesos, mentre il 1947 è stato riconiato nel primo dopoguerra e purtroppo non solo nella zecca messicana; infatti è uno degli anni più contraffatti. Quest’ultima monetazione è di minor bellezza, nella lega dell’oro c’è maggior quantità di rame ed il colore è più rossiccio.

5 Dollari 1861 Richmond – VA

Stati Confederati – Virginia – Richmond – 5 Dollari emesso il 2 settembre 1861 – Uniface – D/ al centro l’impersonificazione del commercio seduta su balle di cotone, marinaio nell’angolo sinistro, valore espresso in numero arabo e romano. Stampata con inchiostro nero su carta bianca, a volte si trova anche la filigrana, dimensioni 17,80 x 7,70 mm. Esistono piccole varianti per un totale di stampa di circa 3.700.000 $ dell’epoca; furono fatti dagli Stati Uniti molti falsi per destabilizzare l’economia sudista. Al rovescio è facile trovare delle firme ma non sono considerate delle girate. Banconota molto comune con un valore indicativo in conservazione SPL di circa 20 euro (novembre 2020) http://www.frisione.it/home

Gli Stati Confederati (1861-1865) entrando in conflitto con il nord, stamparono le loro banconote nelle due principali zecche del sud: quella di Montgomery in Alabama e quella di Richmond in Virginia; si andava dai frazionali di 20 e 50 centesimi sino ai 100 dollari. Alla fine del conflitto vennero concessi solo 6 mesi di tempo per la conversione a pari prezzo ma in azioni dello stato al tasso d’interesse del 8 %

Queste banconote sono, ad eccezione di poche emissioni e di grosso taglio, considerate comuni ed inflazionate; i collezionisti di banconote americane inseriscono solitamente solo la tipologia del biglietto senza espandere in tutti i tagli e emissioni.