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Sterline ORO

Questo è l’estratto dell’articolo.

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Le Sterline non a valore numismatico ma al prezzo legato all’oro contenuto, “bullion coin” all’americana, sono le monete più trattate per tesaurizzazione-risparmio e regalia. Le più conosciute e trattate sono il tipo “nuovo conio” molte volte abbreviato con N.C. cioè le emissioni della Regina Elisabetta II dal 1957 al 1984; i motivi di questa scelta sono dati dalla conservazione generalmente elevata, da splendido/quasi fior di conio al quasi fior di conio, ai bordi con contorno rigato netto e ben rilevato ( escluso il 1957 con bordo fine e debole al contatto ) ed i rilievi belli e decisi senza tracce di usura del tempo.

Il tipo antico, conosciuto come “vecchio conio” (V.C.) sono le sterline emesse a partire dalla Regina Vittoria, passando per Edoardo VII fino a Giorgio V. Sono monete che hanno avuto circolazione sia come moneta spesa sia come tesaurizzazione ed è purtroppo facile trovarle molto usurate e/o segnate sul bordo per cadute;Il punto forte della vecchia monetazione è il bel colore oro antico dato dalla lega con argento. Generalmente il prezzo del “vecchio conio” è inferiore di qualche euro in confronto al tipo nuovo; noi consigliamo ai nostri client,i di acquistare il tipo antico solo in bella conservazione; oltre alla bellezza del conio, c’è il risparmio sul prezzo a parità dello stesso peso contenuto. Chissà che alla morte della Regina, diventando tutte “vecchio conio” non si allineeranno  i prezzi al nuovo?

L’unico marengo dell’Yugoslavia

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Yugoslavia – Alessandro I (1921-1934) 20 Dinara 1925 (marengo yugoslavo). D/ testa a s.-R/Valore e data coronati entro alloro ​
metallo oro
titolo 900
peso grammi 6.4516
ø mm 21.20
bordo rigato
spessore mm 1.25
allineamento 180
rarità R Valutazione indicativa (marzo 2019) 350 € http://www.frisione.it
E’ l’unico marengo oro emesso dall’Yugoslavia sotto il regno del Re Alessandro I; venne emesso solo nel 1925 in FDC e in poche centinaia di pezzi in fondo a specchio da ritenersi estremamente rari. Questo marengo non entrò nella circolazione ed è facile trovarlo in FDC.

Lo scudo stretto al castello di Genova

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GENOVA – Dogi Biennali – (II Fase dal 1541 al 1637) – scudo al castello 1627 – D/ Corona sopra castello tra 2 croci – data; R/ Croce accantonata da 4 stelle- peso da 34,80 a 38,49 – bordo liscio – diametro da 42 a 44 mm – Moneta Rara, con valutazione indicativa a seconda della conservazione da 200 a 1500 €.  http://www.frisione.it

La Repubblica di Genova finisce il periodo dei Dogi a vita e delle dominazioni straniere nel 1528 iniziando il periodo dei Dogi Biennali che termineranno nel 1797 con l’avvento della Repubblica Ligure. Il periodo dei Dogi si può dividere in tre fasi: la prima con castello ma senza data, la seconda con il castello, data e la scritta CVNRADVS e la terza fase con La Vergine. San Giorgio e San Giovanni e senza scritta a ringraziamento di Corrado II.

Lo scudo con castello è stato il primo scudo in argento di Genova coniato dal 1596 con la croce accantonata da 2 stelle; dal 1610 al 1637 con il castello accantonato da 2 croci. Nel 1624 venne emesso uno scudo al castello (R4) con al rovescio la scritta IN HOC SALVUS MVNDI = IN QUESTO MODO TI SALVERAI riferito alla croce del rovescio. Bella moneta dell’inizio età moderna che, con il castello simbolo di Genova, veniva riconosciuta ed accettata in pagamento da tutti gli stati. L’importanza del peso sulla bellezza e la mancanza di un bordo definito fa si che sia facile trovare monete con tosature di metallo.

La prima moneta commemorativa d’Italia

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Vittorio Emanuele II, Re eletto 1859/1861 – 5 Lire 1861 zecca di Firenze
Si tratta di una delle prime monete del nuovo Regno d’Italia ed è l’ultimo 5 lire in argento coniato con il collo lungo e la testa giovanile simile agli esemplari coniati sotto il Regno di Sardegna; viene considerata la prima moneta commemorativa del Regno d’Italia.
Ricordiamo i principali avvenimenti storici sotto Vittorio Emanuele II: 12 giugno 1859 Bologna proclama la dittatura del Re; il 7 settembre 1859 la Romagna dichiara l’annessione al Regno di Sardegna; il 29 settembre 1859 la toscana e l’Emilia introducono il sistema decimale; il 17 marzo 1961 viene proclamato il Regno d’Italia, vengono chiuse le zecche di Bologna e Firenze; nel 1865 l’Italia aderisce alla lega Latina; nel 1870 vengono chiuse le zecche di Napoli, Torino e Venezia; nel 1875 viene chiusa la zecca di Genova. Il Re muore il 9 gennaio 1878.   http://www.frisione.it

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I primi spiccioli cartacei

1. UMBERTO I - 1 Lira 2-08-1894 d

Buono di cassa da 1 lira 1884 – Umberto I – I Biglietti di Stato comparvero nel 1882 e sono da ritenersi come le prime banconote di piccolo taglio circolanti in Italia dopo l’unificazione, in aggiunta al circolante metallico; vennero emessi biglietti da 1, 2, 5, 10 e 25 lire. Costituirono la prima fabbricazione di carta moneta dell’Officina Torinese. http://www.frisione.it

1. UMBERTO I - 1 Lira 2-08-1894 r

Il tallero, la moneta più conosciuta

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AUSTRIA – Maria Teresa (1740-1780) – Tallero 1780 x – D/Busto di M. Teresa a d.; R/ Aquila bicipite coronata – 1780 x – Peso 28,068 grammi – Titolo 833 millesimi – Diametro da 42 a 44 mm – Bordo scritta in rilevo – Valutazione indicativa in conservazione q.FDC 20 € (Febbraio 2019). http://www.frisione.it
Il tallero di Convenzione con Maria Teresa d’Austria è la moneta più conosciuta al mondo; venne coniata in enormi quantità e posta fuori cambio in Austria nel 1858 a seguito degli accordi monetari di Vienna sulla riduzione del peso nelle monete d’argento. Come trade coniage (moneta di scambio internazionale) continuò fino agli anni 50 del secolo scorso. Fu coniata anche dalla zecca italiana dal 1935 al 1950 a seguito dell’insuccesso commerciale del tallero di Vittorio Emanuele III del 1918, detto regnum italicum; l’insuccesso venne decretato dalla mancanza di un segno per accertarsi dell’usura della moneta. Infatti molte popolazioni africane usavano tastare il bottone che ferma il vestito di Maria Teresa per capirne l’usura.
I talleri coniati in Italia differiscono dall’originale austriaco per il titolo 835 millesimi invece che 833, per un diametro leggermente maggiore e per le scritte molto più nette e taglienti; si stima una tiratura di quasi 20 milioni di pezzi solo dal 1935 al 1950.

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Le ultime 500 lire in carta

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Ve le ricordate?

Sono le ultime banconote da 500 lire emesse in Italia, prima degli obbobri in bimetallico che ci hanno accompagnato al disastro euro. In Italia la stampa delle banconote da 500 lire iniziò sotto Umberto I nel 1898, con decreto legge d’emissione del 1896; erano biglietti all’epoca di gran valore  e anche di grandi dimensioni (21,5 centimetri di larghezza per 13 di altezza). La stampa di banconote con queste dimensioni, con varie varianti, andò avanti fino al 1946. Misure più normali apparvero nel 1947 per arrivare alle due banconote dell’articolo emesse dal 1966 al 1979.

Il 500 lire con testa di Aretusa fu stampato dal 20 giugno 1966 al 23 aprile 1975 con misure 110 x 55 mm, aveva un buon potere d’acquisto ed era un “biglietto di stato”, cioè emesso direttamente dallo stato italiano. Il valore collezionistico ad oggi è modesto, esemplari non circolati in fior di stampa valgono circa 10/15 €; l’emissioni del 23/2/1972 e del 23/4/1975 hanno quotazioni maggiori, ma al momento la richiesta è ferma causa crisi economica.

Il 500 lire con testa di Mercurio venne stampato dal 14 febbraio del 1974 al 2 aprile del 1979 con misure 115 x 59 mm, ed era un biglietto della banca d’Italia, cioè di una Spa, e noi come al solito, vittime del “signoraggio”. Il valore collezionistico per esemplari in fior di stampa è molto basso circa 5 euro. http://www.frisione.it

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La banconota da 1 $ tipo large size

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STATI UNITI – large size – silver certificate – 1 dollaro serie 1899, bollino blu, firme: Elliot/White D/ Aquila su bandiera, teste in piccolo di Lincoln e Grant – R/Valore ai due lati. 189×79. Valore indicativo a seconda della conservazione da 80 a 500 euro Banconota all’epoca garantita in argento, pur essendo tutt’ora in corso, ha plus valore numismatico ed è richiesta dai collezionisti Per large size si intende tutte le prime banconote americane stampate dal 1862 al 1923, con dimensioni 189×79 mm; per small size tutte le banconote stampate dopo il 1929 con le misure 156×66 mm.    http://www.frisione.it

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